sono passati molti mesi e non ho fatto più visita al mio viandante...il viandante non si è arrestato ma il cammino ha vuto molti intoppi e ostacoli...il viandante l'ho trovato stanco e lontano da quell'entusiastico contatto con sè e col tutto che lo caratterizzava. sono passati molti mesi e sono stati mesi intensi. si cresce. si evolve. a volte si matura. soprattutto si soffre. spesso si gioisce, poco spesso...raramente. vorrei trovarmi nuovamente di fronte alla nebbia nella quale imergermi e sulla quale sognare. vorrei avere il coraggio di vedere oltre e immaginare, volare...
cazzo quanto tempo è passato e come sono cambiato...
vedremo!
Informazioni personali
martedì, luglio 10, 2007
venerdì, dicembre 31, 2004
Durante il suo cammino, attraverso le lande, le asperità, gli ameni o sconfortanti luoghi che percorre infaticabilmente nel tempo e dentro la mente, il viandante inceppa, persino lui!, anche allo stop di un anno; neppure la corsa del sole si arresta, ma iterativamente pone un limine al 365° giorno (o se volete talvolta al 366°) alla sua corsa, cosicchè ci illude di finire e ricominciare, un arrivo e una partenza, ogni giro, di questi giorni, di queste ore, in questi attima, tra più o meno 220 minuti....
che dire, che fare...
dire poco, tanto da pensare, ma nulla da esprimere, per non eccedere in attacchi di banalità...
allora che fare...bhè per non sbagliare, per non cedere anche qui agli eccessi...vado a passare un, si spera, piacevole e divertente cenone, e poi chissà...
Auguri a tutti, per adesso pochi, momentanei viandanti che si ritrovano di tanto in tanto ad ammirare con me il sublime, senza arrestare la propria corsa...BUONANNO
inutili resoconti regalosi
Per una serie imprevista di inconvenienti e per un alto tasso di irresponsabilità, ero rimasto senza sigarette...
per un pò ho approfittato di Maza, per un pò i resoconti sull'isola dei famosi e le vicende di Brooke sono riusciti a saziarmi, per un'altra miserrima frazione di secondo le voglie carnosamente carnali di Wolf hanno sfamato la mia fame, per qualche oretta i resti della cena di mia madre hanno acquietato il mkio spirito...ma dopo.... dopo le urla silenziosi delle mie interiora hanno squarciato il mio pachidermico strato dalmatato e dovetti cedere...avevo il tabacco e non le cartine, cosicchè presi un foglio di carta, ne strappai un pezzo e lo arrotolai per fumarlo, ma la mia saliva, checchè ne dicano Chiara e Rossella, non può essere del tuto brevettata dalla Bostick, cosicchè non attaccandosi la carta...giubotto, soldini, puntina di mamma..e via per il 24 ore..per strada ripensando alla cazzata che avevo fatt0, riflettendo sul foglio da me utilizzato invano per creare una ridicola sigaretta, mi venne alla mente che si trattava della lista dei regali che avevo fatto per Natale..
così ho pensato..invece di scrivere uno squallido post sulla fine dell'anno e sui propositi per l'anno nuovo, perchè non scrivere qualcosa di ancora + trash sui regali di Natale ricevuti?
che dire...eccomi qua!
vediamo..partiamo da stasera...ho ricevuto un meravigliosissimissimissimo calendario di Munch, il mio sagittarino prifirito (accendo la seconda sigaretta in questi 5 minuti...stava impazzennu...)
facciamole cose con ordine
da.. MARIALUISA & ANNA....CALENDARIO MUNCH...inaspettato e meravigliosissimo
da... WOLF........................aspettato e ancora + meravigliosissimissimissimissimissimissimissimisssmissimoooooo...IL CD DELLE DESTINYYYYYYYYYYYYYY, + un bellissmissimo profumissimo della nazarinnismo gabriellissimi con gel annessissimo (aspettto la stecca di Marlboro...Wolf..ma sei miliardaria?)
da BEVERLY...I COLORI A TEMPERA PER CREARE I MIEI CAPOLAVORI...troppo dolce come pensiero, anmche perchè si ricollega ad una vecchia storia, piacevole e commovente
da MARTINA MIA FIGLIA.....NOVECENTOI DI BARICCO...non poteva saperlo, ma mi serviro di alcune frasi per..vabbè lunga storia, ma segna per me questi tre anni a ct dopo aver lasciato milano, ed è bello averlo ricevuto quando per me è appena iniziata una nuova vita inaspettata fuori dal Virginian
da CRISTINA....CALZE PESANTISSIME PER CAMMINARE SCALZO...come non utilizzarle a roma dove lo schifo lasciato da quei tre cosi inutili dei miei coabitatori rende il marmo bianco un pavimento in nera pietra lavica?
da VALE, MARIO E ALE...ecco inaspettato sicuro ma utilissimo e troppissimo simpatico...KIT PER FUMARE ERBA CON ASPIRAMENTO...VABBè UN PICCOLO NARGHILET (come si scrive??? e come si spiega???)
da MANU ME ZIA....CANDELOSA FRAGOLOSA PROFUMATOSA..deliziosa e ricordosa
da KIARA...servitissimissimo e anch'esso inaspettato poichè voluto..COPRICUSCINO DA SALOTTO IPER KITCH, non vedo l'ora di averlo sul mio letto a roma
da SILVIA...SAPONE NON SAPONE KIT DA VIAGGIO...così sarò sempre profumatoso e pulitoso,e soprattutto ho un porta saponette richiudibile per casa a roma, dove quel coso inutile e masturboso di fabio tocca tutto con le sue mani spermatiche
a GIANLUCA... ho rubato un pupazzo piccolo da portare a roma e un altro che avevo lui regalato 10 anni fa
da MAMMA e PAPA..tanto ammore...un poensierino trovato a casa, ma in sostanza nioente come sempre...vebbè mi autoregalerò il rasoio elettrico per la befana e il videofonino per Pasqua
ho ricevuto in questi giotrni il mio regalo per la laurea, di sei mesi fa, vabbè, un bellissimo e caldoso giubbbbottho!
ne riceverò altri? non penso, bhè ho avuto altri calendari e agende dai miei genitori, ma sono state loro regalate e tenendo conto che io sono maniaco di agende e calendari, le scaricano a me.. e guai se nn lo facessero
ancora devo consegnare i regali a Lucia (portaocchiali leopardato), Rita (posacenere alla mela), Jobin (attacchini fosforescenti a forma di marijuana e fazzoletti con disegno marijuanoso), Pissicologo (non lo dico prima che legge il blog)
che post inutile...vabbè ma volevo comunicare al mio mondo quanto già sapeva...
ciao
per un pò ho approfittato di Maza, per un pò i resoconti sull'isola dei famosi e le vicende di Brooke sono riusciti a saziarmi, per un'altra miserrima frazione di secondo le voglie carnosamente carnali di Wolf hanno sfamato la mia fame, per qualche oretta i resti della cena di mia madre hanno acquietato il mkio spirito...ma dopo.... dopo le urla silenziosi delle mie interiora hanno squarciato il mio pachidermico strato dalmatato e dovetti cedere...avevo il tabacco e non le cartine, cosicchè presi un foglio di carta, ne strappai un pezzo e lo arrotolai per fumarlo, ma la mia saliva, checchè ne dicano Chiara e Rossella, non può essere del tuto brevettata dalla Bostick, cosicchè non attaccandosi la carta...giubotto, soldini, puntina di mamma..e via per il 24 ore..per strada ripensando alla cazzata che avevo fatt0, riflettendo sul foglio da me utilizzato invano per creare una ridicola sigaretta, mi venne alla mente che si trattava della lista dei regali che avevo fatto per Natale..
così ho pensato..invece di scrivere uno squallido post sulla fine dell'anno e sui propositi per l'anno nuovo, perchè non scrivere qualcosa di ancora + trash sui regali di Natale ricevuti?
che dire...eccomi qua!
vediamo..partiamo da stasera...ho ricevuto un meravigliosissimissimissimo calendario di Munch, il mio sagittarino prifirito (accendo la seconda sigaretta in questi 5 minuti...stava impazzennu...)
facciamole cose con ordine
da.. MARIALUISA & ANNA....CALENDARIO MUNCH...inaspettato e meravigliosissimo
da... WOLF........................aspettato e ancora + meravigliosissimissimissimissimissimissimissimisssmissimoooooo...IL CD DELLE DESTINYYYYYYYYYYYYYY, + un bellissmissimo profumissimo della nazarinnismo gabriellissimi con gel annessissimo (aspettto la stecca di Marlboro...Wolf..ma sei miliardaria?)
da BEVERLY...I COLORI A TEMPERA PER CREARE I MIEI CAPOLAVORI...troppo dolce come pensiero, anmche perchè si ricollega ad una vecchia storia, piacevole e commovente
da MARTINA MIA FIGLIA.....NOVECENTOI DI BARICCO...non poteva saperlo, ma mi serviro di alcune frasi per..vabbè lunga storia, ma segna per me questi tre anni a ct dopo aver lasciato milano, ed è bello averlo ricevuto quando per me è appena iniziata una nuova vita inaspettata fuori dal Virginian
da CRISTINA....CALZE PESANTISSIME PER CAMMINARE SCALZO...come non utilizzarle a roma dove lo schifo lasciato da quei tre cosi inutili dei miei coabitatori rende il marmo bianco un pavimento in nera pietra lavica?
da VALE, MARIO E ALE...ecco inaspettato sicuro ma utilissimo e troppissimo simpatico...KIT PER FUMARE ERBA CON ASPIRAMENTO...VABBè UN PICCOLO NARGHILET (come si scrive??? e come si spiega???)
da MANU ME ZIA....CANDELOSA FRAGOLOSA PROFUMATOSA..deliziosa e ricordosa
da KIARA...servitissimissimo e anch'esso inaspettato poichè voluto..COPRICUSCINO DA SALOTTO IPER KITCH, non vedo l'ora di averlo sul mio letto a roma
da SILVIA...SAPONE NON SAPONE KIT DA VIAGGIO...così sarò sempre profumatoso e pulitoso,e soprattutto ho un porta saponette richiudibile per casa a roma, dove quel coso inutile e masturboso di fabio tocca tutto con le sue mani spermatiche
a GIANLUCA... ho rubato un pupazzo piccolo da portare a roma e un altro che avevo lui regalato 10 anni fa
da MAMMA e PAPA..tanto ammore...un poensierino trovato a casa, ma in sostanza nioente come sempre...vebbè mi autoregalerò il rasoio elettrico per la befana e il videofonino per Pasqua
ho ricevuto in questi giotrni il mio regalo per la laurea, di sei mesi fa, vabbè, un bellissimo e caldoso giubbbbottho!
ne riceverò altri? non penso, bhè ho avuto altri calendari e agende dai miei genitori, ma sono state loro regalate e tenendo conto che io sono maniaco di agende e calendari, le scaricano a me.. e guai se nn lo facessero
ancora devo consegnare i regali a Lucia (portaocchiali leopardato), Rita (posacenere alla mela), Jobin (attacchini fosforescenti a forma di marijuana e fazzoletti con disegno marijuanoso), Pissicologo (non lo dico prima che legge il blog)
che post inutile...vabbè ma volevo comunicare al mio mondo quanto già sapeva...
ciao
giovedì, dicembre 30, 2004
martedì, dicembre 28, 2004
il PutTrio
dagli abissi baratrosi e tetri di...
dalle fumose e sperdute lande della...
dagli angoscianti spazi desolati in...
dai bassifondi melmosi e gementi nella...
dalle profondità più profondamente profonde,
giocano con noi.......
Puttino, Puttana e Puttanone...
il PutTrio poco trio e molto Put...
attraverso il tempo, nello spazio, dentro la mente,
tre insaziabili anime assetate di...
vogliose di...
bramose di...
golose di...
euforicamente inarrestabili nella loro corsa verso il...
Puttino, Puttana e Putanone,
prossimamente nei vostri
.... letti!
dalle fumose e sperdute lande della...
dagli angoscianti spazi desolati in...
dai bassifondi melmosi e gementi nella...
dalle profondità più profondamente profonde,
giocano con noi.......
Puttino, Puttana e Puttanone...
il PutTrio poco trio e molto Put...
attraverso il tempo, nello spazio, dentro la mente,
tre insaziabili anime assetate di...
vogliose di...
bramose di...
golose di...
euforicamente inarrestabili nella loro corsa verso il...
Puttino, Puttana e Putanone,
prossimamente nei vostri
.... letti!
La vertigine dell'immobilità incommensurabile
1.
Qualcuno associa la vertigine al movimento, all'emozione che ci dà il guardare in basso durante un movimento discendente, all'accelerazione del metabolismo e dei riflessi durante un tuffo in mare da una roccia strapiombante o una discesa dalle montagne russe. Ma la vera e profonda essenza della vertigine mi pare quella di una sensazione statica, che si origina non dalla contemplazione istantanea del vuoto o del vuoto che sta in basso, l'abisso, ma, piuttosto, da una percezione stordente dell'immensità.
La grande scala degli edifici e dei paesaggi, o dei progetti di edifici e di paesaggi, genera in noi un senso di vertigine: così agiscono il cielo notturno, terso e stellato, la sezione del cenotafio di Newton, la grande sfera immaginata da Boulleè, o una valle che si apra sotto di noi da una cengia o una terrazza in montagna.
Le condizioni percettive della grande scala sono la grande distanza e l'immobilità che ne deriva. Nel cielo notturno roteano lontanissime le stelle e anche nella valle dabbasso ferve la vita, magari vi scorre un torrente; ma tutto è così lontano da parere immobile. È una sensazione di immobilità, che si percepisce quando la scala dell'edificio o del panorama è al di là della nostra capacità di afferrarla e di ritenerla, a stordirci e a generare la vertigine: forse le visioni psichedeliche dell'astronauta Keir Dullea in "2001 Odissea nello spazio" sono solo un susseguirsi di vertigini.
Neppure dal movimento vorticoso di un gorgo si origina la vertigine; esso atterrisce e sgomenta perché appare immobile mentre inghiotte le sue vittime, come narra Edgar Allan Poe attraverso la testimonianza di un marinaio che restò sospeso nel Mäelstrom fino a che esso si dissolse sotto di lui.
2.
Distogliamo gli occhi con un senso di vertigine anche dalle trame di una stoffa o dal sovrapporsi di schemi di circuiti elettronici, visti attraverso i binocoli del microscopio. Vertigine ci dà il malessere per l'incommensurabile, di cui non riusciamo neppure a concepire l'estensione al di fuori del settore della nostra visione, ma anche il malessere per ciò che è fisicamente insostenibile perché si percepisce interminabile; il bisogno di finitezza è infatti un costante adeguare il mondo ai nostri sensi. Quando un fenomeno non ha più termini di durata e intensità, compare la vertigine: un dolore troppo intenso, anche dell'animo (- e caddi come corpo morto cade -, Dante, Inferno, V, 142 ); uno stimolo di piacere sessuale ripetuto all'eccesso (le "macchine per il godimento" che il marchese De Sade immagina per Juliette); un clangore nato dalla cacofonia di molti suoni o semplicemente una musica che incateni accordi senza risolventi.
Le visioni pittoriche di Kaspar David Friedrich ("le scogliere di Rügen", "viandante sul mare di nebbia") non inducono la stessa vertigine di un'incisione di Escher, un'architettura virtuale dalle molteplici prospettive: i paesaggi del romantico tedesco ci permettono infatti di controllare l'estensione della nostra "visione" dello spazio assai meglio degli spazi immaginati da Escher, che ricordano la sensazione di vertigine avvertibile levando gli occhi tra le crociere e le arcate di una cattedrale gotica, magari mentre si fanno indistinte nella luce affievolita di un pomeriggio invernale…
3.
-Con l'occhio della mente- (in the mind's eye), la bella espressione di Shakespeare, è divenuta di uso comune per indicare un lavorio di contemplazione onirica, visione rivelatrice degli accadimenti della nostra vita. Con l'occhio della mente Amleto contempla il mondo e soffre sicuramente di vertigine: ricordate quando si interroga sulle forme che le nuvole possono assumere, assecondato dallo scettico Polonius?
Lo sguardo fisso dell'ipnotizzatore traspone l'occhio della sua mente nel paziente: un'immobilità insondabile e insostenibile, vertiginosamente incommensurabile, a cui si sfugge appunto cadendo in trance.
Ecco alcuni versi di Goethe (siate indulgenti con la traduzione) che hanno un effetto quasi ipnotico sul lettore:
Über allen Gipfeln
ist Ruh;
in allen Wipfeln
spürest du
kaum einen Hauch;
die Vögelein schweigen im Walde.
Warte nur, balde
ruhest du auch.
Su tutte le cime
vi è quiete;
su nessuna vetta
si avverte
un alito di vento;
gli uccellini tacciono nel bosco.
Devi soltanto attendere, presto
anche tu riposerai.
Incontriamo qui l'apparente immobilità del tempo, la suprema fonte di vertigine.
i disegni di belzebù, incisi forte nel bambù
un portagggioie del cinqueciaaantu
ha inciso un bal disaaagnu
lo regali a zia Luccia
che lo mostra per la via
Nel seiciaaantu i cavaliari
rubavan solo candeliari
stucchi, statue e baloocchi,
eran forse troppo scioocchi
ha inciso un bal disaaagnu
lo regali a zia Luccia
che lo mostra per la via
Nel seiciaaantu i cavaliari
rubavan solo candeliari
stucchi, statue e baloocchi,
eran forse troppo scioocchi
maza la cavalla curiosa
Rompe
ronzante
ronzino
il fremito
...
non me la ricordo piùùù
dov'è mia figlia con la mia poesia delirosamente delirante delirata deliberatamente deliberata in un delirio di ..maza legge e io mi infastidisco, quindi non scrivo +...
addieu
ronzante
ronzino
il fremito
...
non me la ricordo piùùù
dov'è mia figlia con la mia poesia delirosamente delirante delirata deliberatamente deliberata in un delirio di ..maza legge e io mi infastidisco, quindi non scrivo +...
addieu
Lente vibrazioni nascono in un solo battito di vita
Lunghe assenze vengono colmate da silenzi d'amore
Vedo nei nostri ochi la speranza di un futuro insieme
Scorgo nel tuo sorriso l'amara voglia di me, la secca brama di essere felici
Aspettami nei miei sogni, attenderò te nei tuoi
Eccomi per sempre, saremo uniti nel segno di un qualcosa che deve ancora nascere
Mi Ami?
...
Vago volteggio di veli volanti
Carta cadente che copre cementi
Pioggia perenne poi piove piangente
Niente si vede dalle finestre di giove
26 luglio 2004, h. 23.25
Vaghi e vacui pensieri affollano la mia mente
Sento la lenta presenza del presente
Soffocare è un dolce soffrire,
mi manca l'aria e mi sento morire
Finisco l'oratio,
benchè sia una scriptio
Mi sento gelare e il fuoco mi lacera
composition ancienne
Le silence que j'aperçu dans ma te^te...
La vide essence du coeur...
La tristesse du temps...
Il n'y a rien de plus vrai...
Puisque je te voi
Ce qu'il veut...
Ce que va
De soif il n'y a pas
S'il est l'eau,
Moi, le barbon
Si moi la verdure,
Lui, le soleil
Il n'y a que des ouvertures...
Il n'y a pas que des..
Puis en ce cas la, maintenant, je n'en plus, des idées...
pause recitate dal Tempo
Ogni anno, un incontro.
Ogni incontro, un'amicizia.
Ogni amicizia, mille ricordi.
Ritrovarsi e capire di non essersi mai persi.
Sembrano due immagini impresse nel medesimo fotogramma:
una sovraimpressione quasi impeccabile,
nella quale si celano impercettibili seppur indistinguibili sfumature.
Nella stessa medaglia, due immagini piacevoli
che fan disperdere il tempo e lo spazio,
le infinite attese e i prolungati silenzi:
assenze inconsistenti,
colmate da empatici sospiri
e fraterni sorrisi.
il sublime di ricordo riaffiorante e presente
meraviglioso pomeriggio, meravigliosa passeggiata, meravigliosa tisana, meraviglioso incontro ravvicinato del terzo tipo, meravigliosa amica.
sono troppo contento.
non esistono parole, o perlomenononperme!
arancione, azzurro perlato, verde acqua, toni di grigio, mandorle dolci, cannella e vaniglia, leggera lavanda e brezza di mare, tiepido caldo di maggio, lento libeccio...
quuesto il mio quadro e la mia fotografia, questi gli odori, queste le sensazioni.
grazie per avermi ricordato che ci sei stata, grazie per aver saziato la mia nostalgia con il ricordo di mille emozioni, grazie per aver ridestato tante e nuove sensazioni... grazie
lunedì, dicembre 27, 2004
incontri ravvicinati de terzo tipo
tanti anni passano, tutto sembra cambiare, nuove strade percorse, bivi divergenti intrapesi, ponti passati, e dietro di sè si lascia tutto un mondo ormai lontano, dal quale si è preso molto, ma nel quale si è lasciato pressocchè tutto...
e dopo anni, tornare a ripescare in quell'abbisso di obli e sfocati ricordi, un volto, due volti, due anime, il sapore di una vecchia amicizia...
cominciare è facile, tutte nuove potenzialità, possibiulità, speranze...
continuare è d'obbligo, investimenti e rilanci di emozioni presenti...
ma ricominciare? ricominciare non ha un copione da poter seguire...
dietro una strada, sotto un percorso diversificato, davanti un oblio + immenso di quello abbandonato...
ricominciare, riaprire un portone blindato spiazza, terrorizza..
che farem che dire, come ricominciare...
tra qualche ora , tra qualche minuto lo saprò...
e dopo anni, tornare a ripescare in quell'abbisso di obli e sfocati ricordi, un volto, due volti, due anime, il sapore di una vecchia amicizia...
cominciare è facile, tutte nuove potenzialità, possibiulità, speranze...
continuare è d'obbligo, investimenti e rilanci di emozioni presenti...
ma ricominciare? ricominciare non ha un copione da poter seguire...
dietro una strada, sotto un percorso diversificato, davanti un oblio + immenso di quello abbandonato...
ricominciare, riaprire un portone blindato spiazza, terrorizza..
che farem che dire, come ricominciare...
tra qualche ora , tra qualche minuto lo saprò...
Cala la nebbia e si chiude il sipario
Cala la nebbia e si chiude il sipario, scende la strada lentamente ruzzolando per le colline infreddolite di una cieca notte di dicembre. Si spengono le luci e si accendela poesia, la sera ha smesso di procacciare calore e l'infinito buio si apre davanti al precipizio delle nostre anime.
un viandante si inerpica sui ciottoli attaccati sulla secca strada attorniato da gatti randagi attratti dal suo procedere lento e martellante. Tutto intorno si cela il silenzio assordante di questo crepuscolo assopito nelle quinte di questo atto di vita. Prima che la scena si apra, i passi pesanti e spossanti si ripercuotono sulla terra umida della campagna dormiente, battono con un'eco impertinente, sfiorano i sassi levigati degli itinerari tortuosi che si infiltrano tra vecchie mura e solide pietre. Urla quel muto suono di nulla, vagamente percosso da familiari e quotidiani gemiti di una vita che si risveglia. E la nebbia si dirada, e il sipario acenna l'apertura. Inizia il primo atto, chi è di scena si prepari. E tra il battito tachicardico di un'emozione nascente, tra il fremito insostenibile di un debutto agognato, il viandante irrompe sulla tavole ignaro e incosciente. Ma insostenibile il suono, accecanti le inaspettate luci, non si percepisce il suo andare, il suo venire o il suo partire. Figura grigia dalle impercettibili sfumature, sinistra immagine dai contorni sfocati, questa ombra, ombra di una vita ormai spenta, vaga per un palco ancora vuoto cercando un figurante che dia voce alle sue mute battute.
festeggiamo!!!
mezzo anno buttato nel cesso...
forse non ho ancora tirato lo sciacquone!
sono ancora in tempo per recuperare qualcosa?
non è bello mettere le mani nella mer**, ma a volte non è forse necessario sporcarci e immergerci nella melma più esecrabile per poter ripulire il terreno da essa ricoperto?
che metafora del cappero!
sei mesi volati , scomparsi, meravigliosi, ma meravigliosamente impalpabili e scevri da ogni intenzionalità, da ogni potenzialità, da ogni conservabilità e progettuabilità!
che c'è di male?
chi viaggia forse, spesso, non lascia dietro sè terra bruciata, ameni spazi di cui serbare uno sfumato ricordo ocra, per nuove lande inesplorate, libero dal seguire un percorso prefissato?
ma chi viaggia deve seminare, deve conservare, deve saper acquisire, deve far suoi mezzi, ostacoli, traguardi, per investirli nel nuoo cammino...
ogni libero e imprevedibile viaggio è una miniera di esperienze plurisensoriali, ma è solo vuoto e sterile vagabondare se privo di tappe semiconcrete a cui poter anche di rado ancorare.
sei mesi, la metà di un anno.
un anno, tassello importante di una vita.
viaggio dalla meta ignota o mistificata sosta?
forse non ho ancora tirato lo sciacquone!
sono ancora in tempo per recuperare qualcosa?
non è bello mettere le mani nella mer**, ma a volte non è forse necessario sporcarci e immergerci nella melma più esecrabile per poter ripulire il terreno da essa ricoperto?
che metafora del cappero!
sei mesi volati , scomparsi, meravigliosi, ma meravigliosamente impalpabili e scevri da ogni intenzionalità, da ogni potenzialità, da ogni conservabilità e progettuabilità!
che c'è di male?
chi viaggia forse, spesso, non lascia dietro sè terra bruciata, ameni spazi di cui serbare uno sfumato ricordo ocra, per nuove lande inesplorate, libero dal seguire un percorso prefissato?
ma chi viaggia deve seminare, deve conservare, deve saper acquisire, deve far suoi mezzi, ostacoli, traguardi, per investirli nel nuoo cammino...
ogni libero e imprevedibile viaggio è una miniera di esperienze plurisensoriali, ma è solo vuoto e sterile vagabondare se privo di tappe semiconcrete a cui poter anche di rado ancorare.
sei mesi, la metà di un anno.
un anno, tassello importante di una vita.
viaggio dalla meta ignota o mistificata sosta?
domenica, dicembre 26, 2004
Viandante in un mare di nebbia
viaggiare, soprattutto con la mente e con il cuore, è qualcosa a cui molti di noi sono portati e visceralmente spinti...forse non molti di noi, questo non posso saperlo, è una banale generalizzazione..ma di sicuro io lo sono (come invece non sono portato alla scrittura)..
una corsa inarrestabile di pensieri, emozioni e rimuginazioni, corsa indomabile che mi porta a spaziare per vastità infinite più che immense, folle moto convulso e incontrollato, generatore di sofferenze, gioie e malefiche speranze (nonchè subdole e improponibili macchinazioni cervellotiche)...
vagare con la mente e con il cuore, aver voglia di vagare con gli occhi e con il corpo...
non fermarsi...
toccare tutte le sponde possibile che la casistica e la casualità ci propinano...
raggiungere la meta e provare con sgomento una sensazione di insaziabile insoddisfazione...
posare un passo, non poter emettere la seconda R della fatidica parolina magica, che voltate le spalle o posto diritto lo sguardo, si profila a distanza una nuova meta, e così all'infinito in un vortice ritorto di passi e ri-passi, corsi e ricorsi, interminabili percorrimenti di vie e strade fittizie o reali, che senza soluzione di continuità mi portaqno ad essere un viandante attonito e voglioso, ingordo e ambizioso, felice e sicuro del proprio incerto errare...
e in questo turbine direi quasi soffocante, voglio assolutamente, e sono consapevole di aver il bisogno ansiogeno di doverlo fare, fermarmi per infinitesimi istanti ad osservare il tutto, quella nebbia che mi separa dalla vera meta, quelle impercettibili sfumature dei colori che mi si mostrano, quelle piccole varianti delle forme esistenti, quei sospiri nascosti in tutte le vite in cui inceppo..
un fermarsi che non testimonia l'arrestarsi della mia corsa, ma implica un viaggiare dentro le cose, le persone, le anime e le emozioni, un curiosità empatica di viaggiare verticalmente nelle realtà, così da non porre mai fine al mio viaggio...
e in questa amica nebbia che acompagna i miei viaggi, cercare qualcuno che mi tenbga per mano...qualcuno a cui dare la mia mano...
una corsa inarrestabile di pensieri, emozioni e rimuginazioni, corsa indomabile che mi porta a spaziare per vastità infinite più che immense, folle moto convulso e incontrollato, generatore di sofferenze, gioie e malefiche speranze (nonchè subdole e improponibili macchinazioni cervellotiche)...
vagare con la mente e con il cuore, aver voglia di vagare con gli occhi e con il corpo...
non fermarsi...
toccare tutte le sponde possibile che la casistica e la casualità ci propinano...
raggiungere la meta e provare con sgomento una sensazione di insaziabile insoddisfazione...
posare un passo, non poter emettere la seconda R della fatidica parolina magica, che voltate le spalle o posto diritto lo sguardo, si profila a distanza una nuova meta, e così all'infinito in un vortice ritorto di passi e ri-passi, corsi e ricorsi, interminabili percorrimenti di vie e strade fittizie o reali, che senza soluzione di continuità mi portaqno ad essere un viandante attonito e voglioso, ingordo e ambizioso, felice e sicuro del proprio incerto errare...
e in questo turbine direi quasi soffocante, voglio assolutamente, e sono consapevole di aver il bisogno ansiogeno di doverlo fare, fermarmi per infinitesimi istanti ad osservare il tutto, quella nebbia che mi separa dalla vera meta, quelle impercettibili sfumature dei colori che mi si mostrano, quelle piccole varianti delle forme esistenti, quei sospiri nascosti in tutte le vite in cui inceppo..
un fermarsi che non testimonia l'arrestarsi della mia corsa, ma implica un viaggiare dentro le cose, le persone, le anime e le emozioni, un curiosità empatica di viaggiare verticalmente nelle realtà, così da non porre mai fine al mio viaggio...
e in questa amica nebbia che acompagna i miei viaggi, cercare qualcuno che mi tenbga per mano...qualcuno a cui dare la mia mano...
il vento non disturba la mia corsa... mi spinge avanti e indietro, mi spinge dentro...
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